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Letà doro del minimalismo va dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta. È larco di tempo nel quale compositori come La Monte Young, Terry Riley, Philip Glass, Steve Reich e John Adams perfezionano una musica basata su brevi cellule tonali o modali, incessantemente ripetute e progressivamente modificate. È anche lepoca in cui la poetica del minimalismo si fa strada in una zona intermedia tra musica darte e popular music attraverso lopera di compositori concettuali quali Brian Eno e Alvin Lucier, e performance artist come Laurie Anderson. Il minimalismo realizza nei fatti, immediatamente e quasi gioiosamente, una critica radicale al formalismo seriale o aleatorio degli anni Cinquanta e Sessanta. È, a suo modo, lingresso del postmoderno in musica, una seducente compresenza di arcaismo e avanguardismo che sembra azzerare le pretese di un progresso negli stili, e che necessita di una filosofia della musica postmoderna così come le avanguardie del Novecento avevano dato spunto a una filosofia della musica moderna. Come forza propulsiva, il minimalismo classico è oggi invecchiato, ma ha disseminato ovunque le sue tracce, in particolare nellelettronica e nella techno. Questo libro ripercorre le origini di un movimento che, marginale come sembrava, ha di fatto cambiato il volto alla musica. Ma ha anche lambizione di fornire una teoria del particolare piacere fornito dalla ripetizione in musica, collegandolo a unampia visione filosofica che attraversa tutta la modernità. Prefazione di Luca Cerchiari.

Filosofia del minimalismo : la musica e il piacere della ripetizione / Alessandro Carrera: Monza : Casa musicale eco, 2018 (Università di Milano IULM : collana di saggi del master Editoria e produzione musicale / diretta da Luca Cerchiari). - ISBN 978-8860535665: TH.243 Introduzione completa ed estratto dei primi due capitoli di "Filosofia del minimalismo. La musica e il piacere della ripetizione" (Casa Musicale Eco 2018). È un'indagine sull'estetica della musica minimalista, soprattutto quella

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Sofi Voighua

Minimalismo, indipendenza e no ... il rigore e la lotta alla pigrizia ce le insegnano i finlandesi con la loro filosofia Sisu, ... un susseguirsi di impegni sociali talvolta pianificati con ... Scopri gli annunci di lezioni private su Skuola.net Ripetizioni: 9483 insegnanti di Filosofia si offrono per dare ripetizioni a domicilio. Scopri di più.

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Mattio Mazio

Musica e matematica sono “amiche” da sempre! Ti sembra impossibile? Eppure è un concetto nient’affatto nuovo! Il legame tra musica e matematica è stato scoperto in tempi molto antichi, che risalgono al genio di Pitagora. Egli fu il primo a intuire l’esistenza di rapporti numerici tra le frequenze e tramite questi costruì la prima scala musicale.

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Noels Schulzzi

Il minimalismo realizza nei fatti, immediatamente e quasi gioiosamente, una critica radicale al formalismo seriale o aleatorio degli anni cinquanta e sessanta. È, a suo modo, l'ingresso del postmoderno in musica, una seducente compresenza di arcaismo e avanguardismo che sembra azzerare le pretese di un progresso negli stili, e che necessita di una "filosofia della musica postmoderna" così come le avanguardie del Novecento avevano dato spunto a una "filosofia della musica moderna".

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Quando, sul palco del Teatro Romano di Verona – per l’evento d’apertura della quinta edizione del Festival della Bellezza – l’intervistatrice chiede a Philip Glass di descrivere la bellezza in musica il compositore americano, dopo un attimo di incertezza, passa la domanda a Dennis Russell Davies, accanto a lui, che se la cava con un diplomatico…facciamo parlare la musica. Nella musica di Mertens è facilmente percepibile uno dei tratti dominanti dell'opera di Glass: la ripetizione. Uno stile che risponde a due funzioni: ricavare uno spazio per l'ascolto nel fiume della musica e dell'emozione; rappresentare la sensazione di piacere.

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La funzione negativa dell'arte Platone tratta il tema dell'arte nel II e III libro della Repubblica. La prima formazione che devono ricevere è conseguita attraverso esercizi ginnici e la ... Quando, sul palco del Teatro Romano di Verona – per l’evento d’apertura della quinta edizione del Festival della Bellezza – l’intervistatrice chiede a Philip Glass di descrivere la bellezza in musica il compositore americano, dopo un attimo di incertezza, passa la domanda a Dennis Russell Davies, accanto a lui, che se la cava con un diplomatico…facciamo parlare la musica.